Durante la stagione estiva vi aspettiamo a Crotone...

Il cervello sul kicker

Pensa velocemente, o meglio ancora...non pensare

affatto

 

Questo è il titolo di un articolo pubblicato lo scorso anno su OnBoard European, in cui l’autore, Andres Hagman, un ex pro rider svedese, ha descritto i risultati della sua ricerca relativa a cosa accade a volte ai rider, una cosa chiamata dai giocatori di golf ‘chip jit’.

Ho pensato che fosse di estremo interesse ed ecco qui per voi la mia versione italiana :D.


C’è una rete intricata di collegamenti (sinapsi) nel cervello che esiste appena al di sotto della dimensione conscia del nostro essere. Questo speciale circuito di neuroni è in grado di calcolare i problemi più complessi, prendendo in considerazione un numero enorme di fattori. E’ persino più potente di qualsiasi computer mai usato. Ma, come accade alla maggior parte dei computer, anche lui occasionalmente si intoppa. E quando succede, si è prossimi a dare una botta.

Hai mai droppato in un half-pipe o sei mai esploso dal kicker di un salto e improvvisamente puff...vuoto di memoria? Sono certo di si, perchè probabilmente è successo a tutti noi. Per quel che mi riguarda, quando ciò accadrà di nuovo, sarò magari nell’atmosfera senza un piano preciso su quale manovra eseguire - e probabilmente atterrerò corto o lungo sbagliando del 50%. Nel primo caso, male che vada, finirò per sembrare al resto del gruppo un principiante, nel secondo caso saranno le mie ginocchia e farmela pagare. Nel peggiore dei casi sia i miei amici che le mie ginocchia mi ricorderanno quanto sono stupido ancora dopo due settimane. E’ realistico che il tuo cervello abbia un vuoto di memoria tanto spesso quanto il mio, a meno che non usi delle droghe che io non conosco. E per questa ragione impiegherò queste righe per condividere con te una elementare ricerca che ho fatto sul perchè alcune volte il cervello va in bianco, ma anche sul perchè, la maggior parte delle volte, funziona brillantemente.

Fare snowboard è prima di tutto un gioco di testa, cosa questa provata dal fatto che la maggior parte dei pro-rider che vedi sulle pagine di riviste patinate come questa sono approssimativamente strutturati come te. Uso la parola approssimativamente,  perchè un’ ampia spanna di esseri umani hanno probabilmente la tua stessa età, il tuo stesso peso, la tua stessa altezza. E allora perchè tu non fai quello che loro (i pro) fanno - almeno per il momento-? La spiegazione si riduce a ciò che è nella nostra testa, non nelle nostre gambe. Questo da sommare ad un pò di esperienza che ciascuno di noi può acquisire. Tutto ciò di cui hai bisogno è il tempo.

Il fatto è che già solo nei primi 2 secondi in cui osserviamo qualcosa, abbiamo preso la maggior parte delle decisioni che siamo potenzialmente in grado di prendere. Questo è vero sia che l’oggetto che guardiamo sia una persona, sia che si tratti del trailer di un film, sia ancora che si tratti di una linea giù per una montagna. E c’è anche da dire che nella maggior parte dei casi le nostre decisioni saranno quelle giuste. Non è un dono magico o qualcosa di simile, poichè in quanto esseri umani, siamo semplicemente dotati di un cervello acuto e perspicace. Questo è anche il motivo per cui le prime impressioni durano, semplicemente perchè in seguito non riflettiamo così intensamente come in quei primi due secondi (a proposito, la scommessa è che i computer ci eguaglino in prestazione da qui a 10 o 20 anni....dunque fate attenzione).

C’è purtuttavia un piccolo problema che risiede nel fatto che siamo portati a non credere alle valutazioni che facciamo inizialmente. Così decidiamo di spendere più che 2 secondi osservando la situazione, ed è proprio durante questo soffermarsi che mandiamo tutto all’aria.

Ed eccoci arrivati quasi al cuore di ciò che vorreste forse apprendere: una maggiore quantità di informazione non rende un problema complesso meno complesso. E se dobbiamo decidere in una sorta di condizione di ‘urgenza’, come quando stiamo per arrivare su un kicker mostruoso, è allora che rischiamo di perdere il flusso corretto dei nostri pensieri, perchè ci dilunghiamo. Così è probabile che ci annebbiamo il cervello e inganniamo noi stessi ordinandoci di scegliere il percorso sbagliato. Un buon segno per riconoscere un problema che ricade in questa categoria è l’avere difficoltà a descrivere la logica che ci porta alla sua soluzione.

Ma quanto possiamo credere in realtà a quelle valutazioni iniziali? Questa teoria ci risponde che possiamo crederci ‘moltissimo’. Esperimenti hanno dimostrato che gli psichiatri, con la minima informazione necessaria, emettono una corretta diagnosi su un paziente tanto spesso quanto con una abbondanza di informazioni. Essi diventano più sicuri delle loro conclusioni se hanno una maggiore quantità di conoscenza, ma la probabilità di colpire nel segno rimane la stessa. Lo stesso genere di cose si studia per capire perchè i dottori, ad esempio, falliscono nel riconoscere un infarto.

Dunque, quando stiamo per decollare, dovremmo per caso spendere del tempo a contemplare questioni come ‘che velocità aveva il ragazzo prima di me?’, ‘Dio mio, mi prude il cosino’ o ‘avrò usato la sciolina giusta?’. NO. Svuota la testa invece. E se proprio devi, riempila con un pensiero fortemente positivo. Poi continua, e come dice lo slogan, just do it.

Dunque perchè i rider forti sono bravissimi a credere alle loro primissime valutazioni? La prima parte della risposta è perchè le valutazioni iniziali di un rider forte sono ‘meccanicamente’ collegate ad associazioni costruite sull’esperienza di migliaia di run fatte nel corso della loro vita. Le loro decisioni hanno una probabilità superiore di essere corrette. Dunque sono abituati a credere alle loro valutazioni in base alla loro esperienza. Questo vuol dire che alcuni di loro possono osare abbastanza da mettere la loro vita sul filo del rasoio, venendo giù da una parete in Alaska così ripida che una volta che, hanno cominciato a scendere, la neve che si stacca dietro di loro elimina tutte le possiblità di pensare di fermarsi. Scommettono sulla loro vita in base al fatto che pensano così velocemente che sono in grado di scegliere la cosa giusta a qualsiasi punto della discesa quando qualcosa di inaspettato dovesse accadere.

Dunque, cosa ci fai con l’informazione che ti ho appena dato? Se il tuo istinto ti sta dicendo che si tratta di una montagna di stupidaggini trarrai il tuo beneficio dal pensarla così! Ad ogni modo, quello che ti consiglio di fare è di rifletterci sù, potresti anche arrivare a coltivare qualcosa di nuovo dentro di te. Potresti arrivare ad un punto in cui ad un livello conscio, puoi lasciare che sia il tuo inconscio a dettare le regole.

Provaci un pò di volte durante una run in pipe o in park e vedi cosa succede. Molto probabilmente sarai in grado di sviluppare le tue doti in questa pratica, regolando la tua facoltà decisionale in base al tuo livello di esperienza. Questo ti porterà meno spesso a ‘paralisi dovute ad analisi’ (paralysis by analysis), ti porterà a migliori decisioni e a meno commenti sarcastici da parte dei tuoi compagni e da parte delle tue ginocchia relativi al tuo intelletto.

Per concludere, per tutti quelli che non ci hanno capito un tubo, qui l’ultimo tentativo: è praticamente come usare LA FORZA in Star Wars. Usa lo stile Skywalker la prossima volta e disinnesca il tuo radar quando attaccherai una crudele astronave...o meglio ancora, un kicker mostruoso.






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